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Caffè Letterario di Crema: 50 anni di storia visti dagli occhi del commissario Balistreri

Lunedì 28 in sala Bottesini del S. Domenico, ore 20,45 Ingresso libero, accompagnamento musicale di studenti del Folcioni

  • 28/01/2019

CAFFE' LETTERARIO

Tra passato e presente, 50 anni di storia visti dagli occhi del commissario Balistreri

Lo scrittore Roberto Costantini presenta il suo novo romanzo ‘Da molto lontano’
Conversazione con Stefano Righi del Corriere della Sera
Accompagnamento musicale degli allievi del civico istituto Folcioni

«Antipatico, aggressivo, arrogante, scontroso, depresso anche per l’abuso di farmaci, fumo e alcol, non è simpatico ma ha una caratteristica che lo riscatta: è leale con le donne, che frequenta ma non sa amare, e con colleghi e superiori. Il che è un pregio ma anche un problema». A descrivere così il commissario Michele Balistreri è Roberto Costantini, il suo creatore, che torna in libreria con ‘Da molto lontano’, Marsilio editore, la sesta (e forse ultima) inchiesta di un poliziotto anomalo ormai in pensione e alla ricerca di pace interiore. Un personaggio cult, che ha meritatamente conquistato il cuore dei lettori non solo italiani arrivando a vendere più di più di 300mila copie solo nel Belpaese.

Lunedì 28 Gennaio 2019
sala Bottesini del teatro San Domenico
ore 20,45 - ingresso libero
 

Balistreri e il suo ‘papà’ Costantini sono i protagonisti del prossimo appuntamento del Caffè Letterario di Crema: lunedì 28 gennaio in sala Bottesini del San Domenico, con inizio alle 20,45 e ingresso libero. Converserà con lo scrittore Stefano Righi, giornalista del Corriere della Sera. L’incontro sarà intervallato da interventi di studenti del Civico Istituto Musicale Folcioni di Crema, che – come da tradizione - eseguiranno brani collegati con il libro che viene presentato.

Anche questa serata è resa possibile grazie al fondamentale contributo degli sponsor che sostengono l'attività del Caffé Letterario di Crema: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e mantovana, Comitato Soci Coop di Crema, libreria La Storia di Crema, Icas di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

Perennemente sospeso tra passato e presente, Balistreri è l’‘occhio’ con il quale Costantini , come ci spiega, ha «voluto raccontare l’Italia di questi ultimi 50 anni. L’italiano come diceva Cesare Beccaria è un popolo in bilico, diviso tra patria e sangue. E sceglie sempre il sangue, cioè l’interesse famigliare. Il che è un concetto mafioso: siamo tutti mafiosi da quel punto di vista lì. La conseguenza è che siamo un popolo di 60 milioni di piccoli imbroglioni, naturalmente mi ci metto anche io dentro. Coloro che che stanno bene se ne fregano di chi sta in basso, ma prima o poi toccherà anche a loro essere tra gli ultimi, più in basso di qualcuno che ti farà pagare questa condizione di inferiorità». Dunque il suo è un romanzo per raccontare un Paese e i suoi abitanti, in linea con la scuola del noir italiano: «Se avessi pubblicato un saggio non se lo sarebbe filato nessuno. In fondo, anche Umberto Eco per vendere molto ha dovuto scrivere un giallo. Io l’ho voluto fare attraverso l’occhio della minoranza, che è appunto quello di Balistreri, un poliziotto anomalo rispetto a quelli che siano abituati a vedere: è nato nella Libia fascista, ha militato in Ordine Nuovo, organizzazione dalla quale si è staccato quando ha capito che violenza e sangue non portavano da nessuna parte se non nell’ingiustizia. Entrato in polizia, dopo un’esperienza nei servizi segreti e in attesa di tempi migliori, ha finito per restarci 40 anni. Vive un dolore terribile legato alla morte violenta e misteriosa della madre quando lui era adolescente e cerca di scappare dai ricordi. Insomma, il suo è un punto punto di vista molto diverso da quelli che siamo abituati a vedere». A Balistreri lo lega la comune ‘patria’, la Libia (è nato a Tripoli nel 1952): «Ma non è autobiografico, la storia della mia famiglia è molto diversa da quella dei Balistreri. In molti mi hanno ringraziato per aver chiarito che cosa era davvero successo al tempo della presa del potere di Gheddafi e fatto luce sul ruolo centrale dell’Italia in quegli anni. Le differenze tra me e Balistreri sono molte: la vera difficoltà l’ho avuta scrivendo ‘Ballando nel buio’, nel raccontare di Ordine nuovo, realtà che personalmente non ho mai frequentato».

Come negli altri cinque romanzi, anche ‘Fda molto lontano’ ha una trama complessa, che si svolge su due piani temporali: il presente e il 1990, quando il figlio di un potente imprenditore romano scompare nel nulla. E’ anche l’anno delle ‘Notti magiche’ per i campionati mondiali di calcio in Italia: «Il calcio è un potentissimo strumento di ambientazione — sottolinea Costantini, che già in passato aveva collocato le indagini del suo commissario in anni segnati dai ‘mondiali’-. E’ preziosissimo per uno scrittore: se dici la sera di Italia Germania 4-3 tutti i ricordano dove erano, che cosa hanno fatto, come hanno festeggiato e con chi, comprese le donne alle quali il calcio non interessa per nulla, perché sanno cosa fecero i loro uomini. E quindi riescono a inquadrare quel momento storico più in generale». A indagare viene chiamato uno svogliato commissario Balistreri, per niente contento di dover mettere il guinzaglio al figlio finto ribelle di un palazzinaro. Ma il ritrovamento del cadavere del giovane, orrendamente mutilato, assieme a quello di una ragazza sottomessa a un boss della camorra, cambia le cose. Balistreri si ritroverà coinvolto in una sparatoria i cui risvolti drammatici gli impediranno di risolvere il caso. Intorno a lui la ‘solita’ Italia e i sempre più stretti legami tra malaffare, politica, magistratura e imprenditorialità. Siamo negli anni immediatamente precedente ‘Mani pulite’, la gente era in qualche modo felice ma si sentivano gli scricchiolii di un sistema. E si arriva all’oggi: Balistreri è in pensione. Il suo corpo e la sua mente portano addosso le cicatrici di una vita densa e dolorosa. E’ vittima di amnesia retrograda, la sua memoria inizia a perdere colpi. Ma neanche adesso c’è pace per lui, perché quando due manichini che riproducono la scena del crimine irrisolto di trent’anni prima vengono ritrovati sepolti nel complesso residenziale in cui vive il padre del ragazzo ucciso, l’ex commissario dovrà aiutare il suo storico vice Graziano Corvu a condurre quella che forse sarà la sua ultima indagine. Al termine della quale, ecco un altro ‘forse’, riuscirà a trovare un po’ di serenità. «La via per pacificarsi con se stesso è la malattia che gli fa perdere la memoria e che lui evita di curare buttando le medicine e moltiplicando sigarette e bicchieri di whisky, tende a dimenticare le cose che lo addoloravano di più». Ogni romanzo, conclude Costantini «ha un suo giallo specifico e poi c’è il giallo personale di Balistreri, che non è ancora del tutto risolto anche se in questo libro fa un passo avanti». Ma non tutto è definitivamente chiarito, la speranza è che prima o poi arrivi una settima storia.